Léon Escudier

L'orchestre de l'Opéra

L'«Art Musìcal», Parigi, III, 30: 23 luglio -1863, pp. 271-2

CONATI, pp. 39-42
[senza note]

Marcello Conati

INTRODUZIONE

Di Pierre Dietsch (Dijon 1808 - Paris 1865), cantore, organista, contrabbassista, compositore, dìvenuto su raccomandazione di Rossini maestro del coro all'Opéra e quindi nel 1860 direttore d'orchestra, protagonista dell'episodio narrato in questo articolo di Escudier (e raccontato in versione leggermente diversa dal Caponi in nota alla biografia verdiana del Pougin), si può dire che deve la sua fama postuma a due clamorosi scontri verificatisi con due colossi del calibro dì Wagner e di Verdi. Con Wagner già un primo incidente era avvenuto nel 1843 per aver egli composto per l'Opéra «Le Vaisseau fantôme ou Le Maudît des mers» su un testo ispirato allo stesso soggetto che Wagner aveva presentato a Píllet, dìrettore dell'Opéra, per una sua futura opera: in quell'occasione Pillet tacìtò Wagner pagandogli di tasca propria cinque napoleoni d'oro. Un secondo, piú clamoroso ìncidente ebbe luogo allorché Dietsch dìresse la famosa prima parigina del «Tannhauser» (13 marzo 1861), non avendo la direzione dell'Opéra accolto il desiderio di Wagner di dirigere personalmente le prove e le prime rappresentazioni. La direzione di Dietsch, secondo le testimonianze dell'epoca, fu disastrosa: «la sua cattìva tecnica e il suo scarso impegno provocarono continui incidenti». Racconta Gounod: «Ho visto Wagner dibattersi come un leone furente nel palco del direttore dell'Opéra durante la rappresentazione dei «Tannhäuser» a Parigi e pronto di momento in momento a saltare sulla scena e a calarsi in orchestra per strappare la bacchetta al direttore d'orchestra che stava dirigendo l'opera tutto al contrario delle intenzioni dei compositore. Secondo il ßülow, che gratifica il Dietsch di ingiurie e giudizi sanguinosi, Wagner lo aveva definito «castrato d'orchestra».
Due anni dopo, durante le prove per la ripresa dei «Vespri siciliani» (era il 16 luglio 1863, un giovedí, a due giorni dalla prima rappresentazione), Dietsch ebbe la disgrazia di aver di fronte Verdi, un osso ben píú duro per l'incapace direttore d'orchestra... Dopo l'incidente verificatosi fra il compositore italiano e l'orchestra, descritto nell'articolo di Escudier, la destituzione di Dietsch avvenne d'ufficio. Fu sostituito da Georges Hainl, cui toccherà in sorte di dirigere nel 1867 la prima del «Don Carlos». L'icidente ebbe vasta risonanza sulla stampa europea, la quale in Francia e in Germania si schierò, almeno sulle prime, in difesa di Dietsch, ponendo sotto accusa il carattere superbo e tracotante dei compositore italiano; la buona prova fornita da Hainl e il miglioramento dell'orchestra dell'Opéra, anche in senso disciplinare, verificatosi sotto la sua direzione, diede poi la misura delle incapacità del Dietsch. Verdi non dimenticò cosÌ presto l'incidente, tanto che due anni dopo rifiutò di recarsi a Parigi per porvi in scena la nuova versione dei «Macheth» al Théátre Lyríque; il suo rancore verso la «grande boutique», come egli chiamava l'Opéra, e l'ambiente teatrale parigino durerà a lungo. Il 19 giugno 1865, rispondendo all'offerta di scrivere per l'Opéra (offerta poi accettata, e sarà il «Don Carlos»), scriverà a Léon Escudier: «Scherzate?! Scrivere all'Opera!!! Credete voi che non vi possa essere proprio nissun pericolo per i miei occhi dopo quanto è successo due anni fà alle prove dei 'Vépres'?»
L 'orchestra dell'Opéra
In verità, quanto è appena accaduto all'Opéra è forse unico nei fasti di questo teatro. Verdi ha diretto per tre mesi e mezzo, con uno zelo e una calma ammírevoli, le prove della sua opera. Gli artisti, i maestri sostituti, la direzione, tutti coloro che sono stati in grado di vedere con quale buona volontà e con quale abnegazione egli istruiva i cantanti, rendorio alto omaggio al suo carattere nobile e alla sua dignità. L'orchestra dell'Opéra, o piuttosto una sua porzione, ha trovato modo di ferire gratuitamente il maestro. Verdi aveva ritenuto opportuno di fare, lo scorso giovedí, una prova d'insieme; non aveva avuto fino allora che due prove d'orchestra, cosa che, fra parentesi, ci sembra piuttosto modesta. Durante il primo pezzo il maestro credette di rilevare un po' di cattiva volontà da parte degli strumenti ad arco; fece molto educatamente le sue osservazioni; ma non se ne tenne conto.
La seconda volta vi fu una tale esagerazione nelle sfumature che Verdi aveva richiesto, che non era pìú possibile dubitare delle intenzioni dei suonatori. li maestro si avvicinò a uno di questi signori e gli fece osservare, senza la minima acrimonia, che non comprendeva ciò che poteva causare la cattiva volontà dell'orchestra. La risposta fu motto curiosa:
- Questa prova era inutile- disse l'artista - si poteva farne a meno.
- Ma - soggiunse Verdi - se proprio io l'ho richiesta è perché l'avevo giudicata necessaria.
- Gli è che, vedete, ciascuno ha i propri affari - replicò l'artista in questione.
- Ah! voi avete i vostri affari! Credevo che i vostri affari - rispose il maestro - fossero qui; pare che io mì sia ingannato...
Ciò detto Verdi fece chiamare ìl direttore d'orchestra, Dietsch, e gli manifestò tutto lo stupore che gli causava la condotta dei suoi musicisti. «Io non ho piú nulla da fare qui - disse - dopo una tale manifestazione che gìudico estremamente sconveniente, e mi rìtiro.» Verdi prese il suo cappello e se ne andò per davvero. In seguito non è piú ricomparso all'Opéra. Non assistette né àlla prova generale né alla prìma rappresentazione dei «Vespri Siciliani». Questi sono i fatti.
Sono già parecchie volte che si sono manifestati atti d'insubordinazione nell'orchestra dell'Opéra dopo la nomina di Perrin. Se ciò che è accaduto restasse impunito non vi sarebbe piú direttore possibile. Occorre infine, nell'interesse degli autori e in quello del pubblico, una lezione sonora; speriamo ch'essa non si faccia attendere.

Léon Escudier

P.S. Queste righe erano già scritte allorché ci è stato annunciato che per decisione di S.E. il Ministro dì Stato e della Casa dell'Imperatore, Dietsch e stato messo in pensìone, e che è stato sostituito nelle sue funzioni da un artìsta di esperimentato talento, Georges Hainl, direttore d'orchestra del teatro di Lione. Georges Hainl da domani prenderà là bacchetta di direttore d'orchestra all'Opéra; dirigerà la terza rappresentazione dei «Vespri Siciliani». Questa nomina sarà accolta, crediamo, con molta simpatia dagli artisti, e dal pubblico.

Léon Escudier